“C’è una grande community veg in città, vogliamo unire consapevolezza e sostenibilità”

“C’è una grande community veg in città, vogliamo unire consapevolezza e sostenibilità”

Aprile 28, 2022 Off Di Adminb


Consapevolezza e sostenibilità sono le due parole d’ordine per la prima edizione di “Vegenova“, il primo vegan festival di Genova. Prevista sabato 30 aprile e domenica 1 maggio ai Giardini Luzzati, la kermesse si articola tra street food, show cooking, incontri, musica e artigianato. E le organizzatrici promettono: “È un festival per tutti, c’è un mondo spesso sconosciuto e stereotipato da scoprire”.

Vegenova, prima del festival, nasce come community social, ideata dalle genovesi Giulia Cimarosti e Alice Cosso: le due ragazze hanno deciso di provare a radunare il mondo veg genovese per fare rete e scambiarsi consigli. “Abbiamo aperto un paio di anni fa il gruppo Facebook – racconta Giulia Cimarosti a GenovaToday – iniziando a recensire ristoranti, condividere ricette, poi visto che la community cresceva rapidamente abbiamo pensato di organizzare qualcosa anche dal vivo. La cosa che ci ha più motivate è il fatto che a Genova sono disponibili molti locali con opzioni vegan ma non tutti lo sanno. Ci sarebbe sempre piaciuto avere un punto di riferimento in città per il mondo veg, dunque ci siamo rimboccate le maniche e lo abbiamo creato noi. La filosofia che ci guida sia sui social sia nell’organizzazione dell’evento è proprio mostrare che a Genova c’è tanta scelta anche per chi è vegano”.

Quando Alice e Giulia hanno comunicato la volontà di voler organizzare un festival veg, hanno ricevuto molte adesioni: “Doveva essere un evento local, per far incontrare produttori, ristoratori, artigiani e pubblico genvoese, poi la cosa è diventata molto più grande. Abbiamo riscosso molto interesse, dunque, pur privilegiando la genovesità, ci saranno anche realtà che arrivano da fuori. Ma il successo per ora è grande: siamo sommerse di messaggi, richieste di informazioni, di contatti di persone che vogliono venire a trovarci e così via”.

Cibo, ma non solo: “La nostra filosofia parla di sostenibilità e consapevolezza”

Chi pensa al mondo veg è portato a pensare prima di tutto al cibo. Ma non è solo così: “Sicuramente è una componente fondamentale dello stile di vita vegan – spiega Giulia – ma non è solo quello. Quando riduciamo o eliminiamo il consumo di carne crediamo di fare una scelta che ha un impatto positivo sul pianeta, dunque perché non iniziare a essere più attenti anche negli altri ambiti della vita? Dunque abbiamo coinvolto anche negozi che vendono prodotti di artigianato, per la cura del corpo, per la casa, vestiti, tutti creati seguendo la logica della sostenibilità ambientale”.

Ma non corre il rischio di essere un festival dedicato solo a una ristretta parte della popolazione? “No, siamo assolutamente aperti a tutti, anche a chi non è vegano, a chi mangia quello che vuole, a chi vuole provare la cucina veg, avvicinarsi per curiosità o anche fare qualche domanda a degli esperti. Ci saranno infatti, per citarne alcuni, incontri con la dottoressa Denise Filippin, biologa nutrizionista, che sfaterà qualche mito, e poi ci sarà spazio per il dibattito. Siamo ovviamente aperti anche al contraddittorio, per noi è importante il confronto”.

Giulia punta sulla consapevolezza: “C’è chi dice che la dieta veg è sbagliata, ma io allargherei il discorso. In generale siamo sicuri di alimentarci tutti sempre in maniera corretta? Di compiere scelte sostenibili? Sul discorso della salute mi sento di dire che tutti noi, vegani e onnivori, se ci alimentiamo in maniera scorretta non ci facciamo del bene. Per essere più sereni possiamo rivolgerci a un nutrizionista, è una cosa che farebbe bene a tutti, sempre, per qualsiasi tipo di alimentazione. È un discorso sulla qualità di quello che noi tutti mangiamo e sui nostri stili di vita”.

Pregiudizi e falsi miti

Tra i pregiudizi da sfatare, secondo Giulia, il fatto che si dica che i vegani abbiano una scelta alimentare molto limitata: “Non è vero, o almeno non è più così: sono aumentati a dismisura i locali che hanno anche proposte veg curiose, sfiziose e ottime. Anche per questo ultimamente ci sono molte più persone che vogliono provare. Ci sono davvero tante alternative ormai, compatibili e che non tolgono nulla al piacere di mangiare con gusto”.

E poi, in ultimo, la non accettazione: “La cosa più difficile dell’essere vegani è il confronto con i parenti. È brutto quando i tuoi parenti, le persone a te più care, e che vorresti davvero che capissero, non accettano questo stile di vita. Quello per me è stato il passaggio peggiore. Per fortuna però che, contandoci, abbiamo capito di essere in tanti, e di poter davvero fare qualcosa per il nostro pianeta”.





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