vita e bio del fotografo che non usa Photoshop

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Gennaio 13, 2022 Off Di Adminb


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Iniziata secoli fa la tradizione del ritratto nasce con i mecenati, uomini potenti in grado di commissionare opere che li rappresentassero al meglio, talvolta eccedendo persino la realtà. Perpetrata fino ai giorni nostri, questa pratica in poco o nulla è cambiata ma sono aumentati i mezzi e la fotografia ne è diventato il principale. Quanti scatti, o meglio, quanti ritratti fotografici sono in grado, però, di trascendere la bellezza e colpire a viso aperto? Quelli di Andy Gotts lo sanno fare.

Il fotografo britannico, diviso tra Londra e New York, con un click è in grado di scattare quei momenti fatti di confidenze, segreti e imperfezione: il vero ingrediente che rende uniche e irripetibile le sue immagini. Nel mondo fotografico i set dei photoshoot sono abitati da uno squadrone di professionisti tra truccatori, parrucchieri e assistenti che, diversamente, in quello di Gotts non lavorano mai.

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Andy Gotts infatti si muove da solo per non annoiare ed entrare più facilmente in empatia con il suo soggetto. Stando al fianco di grandi come David Bailey e dopo aver imparato come fotografare, Gotts è riuscito a capire che cosa invece non voleva fotografare: sfondi sfarzosi o persone in posa. Il bianco e nero è stato quindi solo la ciliegina sulla torta del raggiungimento di uno stile più intimistico.

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“È essenzialmente il paesaggio del viso che mi interessa: gli angoli e le fessure, i picchi e gli avvallamenti di un volto umano. Questo è ciò che mi piace. Sono tutte bellissime imperfezioni. È fantastico e nessuno prima lo faceva”, ha confidato il fotografo. Due chiacchiere in cucina, un caffè e magari una barzelletta è così che Andy Gotts rompe il ghiaccio con i suoi protagonisti. A volte invece basta una malinconica rivelazione come nel caso di Robin Williams il cui ritratto è stato scattato dopo un pensiero rivolto all’ormai scomparso John Belushi.

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Tutt’altra aria soffiava invece quando Gotts ha fotografato George Clooney sorridente con un cappello da pirata in testa nella sua villa sul Lago di Como. La sera prima del servizio Clooney aveva dato infatti una cena dove tutti avrebbero dovuto indossare un cappello strano. “Quando sono arrivato siamo andati nell’unica stanza con una parete bianca per uno sfondo pulito. Era una camera e sul letto c’era il cappello. Non era pianificato. Niente mi avrebbe mai preparato a un Clooney pirata. Le cose accadono all’improvviso, questo rende bella la fotografia” e voilà. Oltre al momento le foto di Gotts si caratterizzano anche per un’altra scelta: non ritoccare mai gli scatti. Le sue foto svelano infatti i volti, quelli veri, con tutte le loro imperfezioni. Quando venne il turno di fotografare Scarlett Johansson Gotts chiese all’attrice se avesse preferito spostare il giorno vista la sua leggera acne sulla fronte. Ma l’attrice impassibile rispose: “Questa è la realtà, quindi quando una giovane ragazza vedrà questa foto capirà che anch’io ho dei difetti”.

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Il suo è un lavoro basato sulla sperimentazione: “Ho sempre un’idea di quello che voglio fare. Posso ottenerla nei primi dieci scatti ma sperimentare per gli altri nove minuti”, un po’ come nel caso dello scatto di Matt Damon e Heath Ledger. Il fotografo ha raccontato infatti che avrebbe preferito catturare gli occhi penetranti di Damon ma durante le riprese, il co-protagonista di The Brothers Grimm, Ledger, si è precipitato nella stanza in cerca di un nascondiglio per un danno che aveva fatto. Da lì Ledger ha fatto tutto il possibile per far ridere il collega. Quella scattata da Andy Gotts è l’unica foto di loro due insieme ed è stata sviluppata tempo dopo la morte di Ledger.

Andy Gotts: The Photograph

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Una raccolta di celebrità, o meglio di “icone” che tra l’altro dà anche il nome alla collezione esposta a settembre alla Galleria Maddox di Londra a Westbourne Grove. Certo qualcuno potrebbe dire che all’appello ne mancano di attori o cantanti ma a questa affermazione Gotts ha più volte replicato dicendo: “Le persone in questa mostra sono icone per me e sono rare come polvere di stelle”.

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